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Tenuta Il Borro

Tenuta Il Borro in brief Per risalire alle origini di questo piccolo villaggio, che emerge maestoso tra i manti della natura e del tempo, dobbiamo fare un salto indietro di più di un millennio. L’isolato altopiano, su cui fu costruita la fortezza originale, è opera capricciosa delle acque dei grandi laghi e dei depositi di terra emersi un milione d’anni fa. Ancora oggi in tutta la zona si possono ammirare le rimanenze delle profonde gole, o borri, suggestive formazioni rocciose dal colore giallo intenso conosciute come "balze". Abitate dall’uomo sin dall’era preistorica, queste montagne e valli fertili sono state testimoni di diversi avvenimenti storici che hanno creato l’Italia. Colonizzata dai Liguri, dagli Etruschi e dai Romani, la zona del Valdarno ha giocato un ruolo importante nello sviluppo del territorio (Annibale stesso attraversò il Valdarno alla volta di Roma). A testimonianza di ciò, numerosi oggetti manufatti, sono stati rinvenuti nei paesi e nelle chiese della zona.La stessa "Strada dei Sette Ponti" che unisce l’etrusca Arezzo e Firenze, culla del rinascimento fu costruita sulla struttura dell’antica via Clodia detta poi Cassia. Oggi, questa strada è diventata un autentico itinerario delle pievi romaniche: semplici e solenni, armonicamente integrate col territorio. Le fondamenta del Borro furono concepite inizialmente per la costruzione di una fortezza baronale circondata da un fossato. La Famiglia Pazzi - una delle più importanti famiglie aristocratiche - abitò il Borro in quel periodo fino alla battaglia tra Arezzo e la Repubblica Fiorentina, sin dall’inizio alleati con un’altra importante famiglia ghibellina, proveniente dalla Lombardia, i Dal Borro, Dopo la sconfitta di Arezzo nel 1344, 10 esponenti della famiglia Pazzi furono impiccati nella piazza del paese e per usanza di quel periodo, i corpi spinti nel fiume, anziché sepolti. Da quella data, il Castello del Borro fu per anni oggetto di scambio tra il dominio fiorentino e quello di Arezzo; tra continue guerre, fame e miseria, i poveri abitanti del Borro vissero momenti terribili. Fu nel 1494, dopo essere passato prima alla Signoria dei Medici e poi al Granducato, che il Granduca Ferdinando II decise di concedere il Castello del Borro in feudo, al famoso generale Alessandro Dal Borro (1644). Passando a storia più recente la tenuta fu, all’inizio del secolo scorso, acquistata dal Duca Amedeo d’Aosta, cugino dell’erede al trono d’Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Borro fu invaso e occupato dai tedeschi, e, mentre le truppe dei soldati alleati avanzavano nel territorio italiano, i nazisti in ritirata ricevettero l’ordine di far saltare il Palazzo della Fattoria, che fu distrutto per bloccare la strada agli alleati. La tenuta è passata poi nel 1993 alla Famiglia Ferragamo, che con molta cura e attenzione ha riportato Il Borro a nuova vita.
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